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Venerdi 3 Luglio 2009 alle 10:32 am
(Categoria: Politica)
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Cari amici, leggere che qualcuno si arroga il diritto di stabilire chi è del Partito democratico e chi no, tanto più alla vigilia di una complessa competizione congressuale, fa pensare. Ancor più se ad usare metodi molto ma molto vecchi sono persone che dovrebbero rappresentare il nuovo. La mia vicenda politica – come noto – credo che non abbia mai incrociato quella di D’Alema, e probabilmente anche in futuro non accadrà. Ma oggi sento la necessità di esprimere pubblicamente, attraverso il blog, tutta la mia stima nei confronti di Massimo D’Alema anche in ragione del contributo sincero che ha dato alla costruzione del Pd.
Technorati Tags:Cari amici: era ora. Grazie all’impegno del Presidente Antonello Soro e su mia iniziativa la Capigruppo di oggi alla Camera ha inserito nel Calendario dei lavori del prossimo trimestre le varie proposte di legge sul divorzio breve. Questo significa che al massimo entro settembre ci confronteremo ed approveremo un provvedimento molto atteso e che peraltro gode di un consenso trasversale in Parlamento. Questo perche la proposta è ragionevole e necessaria se pensiamo che l’Italia è il paese europeo con i tempi più lunghi nelle procedure di ottenimento di divorzio, seguita dalla Francia e dal Portogallo. Ci vogliono di media 634 giorni contro i 321 della Germania, in pratica il doppio. E’ quindi indispensabile intervenire in una materia che riguarda un diritto già sancito per legge ma che però può essere garantito in modo più efficiente, attraverso una semplificazione delle procedure burocratiche ed evitando sprechi di tempo e di risorse.
Technorati Tags:RAI: GIACHETTI “CORTE CONTI VALUTI COMPORTAMENTO INFORMATIVO TG1″ ROMA (ITALPRESS) - “La Corte dei Conti verifichi se, alla luce della denuncia del consigliere della Rai Rizzo Nervo, il comportamento informativo del Tg1 possa configurarsi come danno erariale”. Lo dichiara Roberto Giachetti, deputato del Pd, per il quale “la totale assenza dal principale telegiornale del servizio pubblico di notizie e informazioni che sono su tutti i media nazionali ed internazionali non riguarda soltanto il pluralismo, ma rileva dei diritti dei contribuenti che pagano il canone per avere un servizio pubblico equilibrato, corretto e il piu’ possibile completo”. “Cio’ che non sta accadendo in queste ore con l’incredibile sequestro di notizie operato dall’ammiraglia dell’informazione Rai, tanto da aver spinto il consigliere Rizzo Nervo ad un invito a riconsiderare la nomina del neodirettore Minzolini”, prosegue l’esponente del Pd. “Non e’ solo una beffa, ma un danno per i cittadini che pagano il canone e guardano il tg in buona fede, ignorando che viene loro sottratto una parte importante di informazioni relative al premier, fatto senza precedenti in Italia e all’estero”, conclude Giachetti.
Technorati Tags:Sull’esito del voto europeo tanto si è detto e molto si continuerà a dire. Non voglio addentrarmi in analisi generali nè dire la mia sulle aspettative e le delusioni di questa tornata elettorale. Vorrei invece “immaginarmi” nella veste di un elettore del Pd e soffermarmi sui segnali che - ancora una volta - la base ha lanciato alla dirigenza del partito. Prendo a sostegno di questa tesi le migliaia di preferenze ottenute in Friuli da Debora Serracchiani e in Italia centrale da David Sassoli. In qualche modo rappresentano due facce della stessa medaglia perchè dimostrano un bisogno di novità e cambiamento che però non limita la scelta ad una questione di volti nuovi ma certifica l’esigenza di un ricambio reale nei metodi e nella comunicazione politica di cui il Pd dovrebbe essere naturale propulsore. I consensi ottenuti dalla Serracchiani - che in Friuli hanno superato quelli del Premier - testimoniano meglio di qualunque analisi politologica il valore di una candidatura “vera”, di una persona che ha ricevuto certo un’opportunità ma, forte di un’esperienza politica e di una militanza sostanziali, è riuscita ad attrarre una valanga di voti pur essendo in terza posizione nella lista. Ulteriore riprova della dirompenza di un’affermazione politica frutto della chiarezza del messaggio e della determinazione di questa ragazza. Analogamente possiamo leggere l’ottimo risultato di Sassoli che, partito con i pregiudizi di una candidatura “mediatica” tanto cara ai partiti nella composizione delle liste europee, ha scelto di non sedersi su una diffusa popolarità, non ha - come si dice - vissuto di rendita, ma si è direttamente calato tra la gente giorno dopo giorno, ascoltando e spiegando la nostra e la sua proposta politica in maniera chiara e comprensibile a tutti. Lo dico perchè ho avuto modo di seguire la sua campagna elettorale e questo aspetto mi ha colpito davvero molto proprio perchè dimostra la serietà ed il senso di responsabilità verso gli elettori con cui Sassoli ha accettato di giocare la partita. Avremo tempo e modo per fare i conti e lanciare le teorie del caso, ma credo che sia sufficiente leggere il significato di queste due affermazioni per capire quanto conta, adesso, far tesoro degli input positivi assecondando quella voglia di cambiamento che i nostri elettori continuano a manifestare.
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Andrò a votare oggi, sabato 6 giugno. Voterò Partito Democratico. E’ quello che spero faranno in tanti nonostante le molte ragioni per avercela un po’ con noi. Ma sono convinto che da qui si possa ripartire. Io voterò nella circoscrizione CENTRO e le mie preferenze saranno per il Capolista David SASSOLI, per Guido MILANA e, raccogliendo l’appello a votare almeno una donna, per Silvia COSTA.
Chi ancora aveva dei dubbi sul nuovo corso avviato da Obama nelle relazioni internazionali e nella ricostruzione d’immagine della maggiore potenza mondiale si sarà ricreduto dopo il discorso di ieri al Cairo. Il presidente degli Stati Uniti ha invocato e promesso un new beginning (un nuovo inizio) nei rapporti con l’Islam, e da ottimo comunicatore qual è, ha scelto un tempio di studio e di cultura come l’Università per marcare quella che è una svolta prima che politica tutta culturale. A differenza di un predecessore votato ad una guerra perenne tra universi considerati inconciliabili, in una visione manichea per cui l’equazione terrorismo-mondo islamico tradiva uno spirito da crociata che ha acceso ed alimentato l’odio antiamericano, Obama ha scaldato gli animi dei musulmani con un discorso empatico, evocativo e tutt’altro che retorico, un discorso importante per i temi affrontati. Non può sfuggire, infatti, il valore delle parole pronunciate in merito al conflitto arabo palestinese: “È giunto il momento per i palestinesi di concentrarsi su quello che possono costruire…Hamas gode di sostegno tra alcuni palestinesi, ma ha anche delle responsabilità..per unire il popolo palestinese, Hamas deve porre fine alla violenza, deve riconoscere gli accordi intercorsi, deve riconoscere il diritto di Israele a esistere. Allo stesso tempo, gli israeliani devono riconoscere che proprio come il diritto a esistere di Israele non può essere in alcun modo messo in discussione, così è per la Palestina. Gli Stati Uniti non ammettono la legittimità dei continui insediamenti israeliani, che violano i precedenti accordi e minano gli sforzi volti a perseguire la pace. È ora che questi insediamenti si fermino. Israele deve dimostrare di mantenere le proprie promesse e assicurare che i palestinesi possano effettivamente vivere, lavorare, sviluppare la loro società”. Non sfugge che il riferimento ad Hamas, la ferma condanna dell’occupazione dei territori da parte dei coloni, il riconoscimento del diritto dei palestinesi ad avere uno Stato, acquistano un’importanza sostanziale e altamente simbolica se pensiamo che Il Cairo è certamente la più importante capitale araba e che Obama ha parlato ad un miliardo e mezzo di musulmani sparsi per il mondo. Il nuovo inizio sta anche in questo linguaggio cosi diretto ed immediato, capace di disegnare una strategia che, mirando ad avviare un dialogo con l’Iran, spinge gli Stati Uniti a ritagliarsi un ruolo credibile ed autorevole in uno scenario mediorientale in cui la diffidenza ed il timore verso Teheran non riguarda unicamente Israele. In ogni caso il valore del viaggio egiziano di Obama sta proprio in questa duplice volontà: ricostruire l’immagine mitologica di un’America come “ultima speranza” , parafrasando Zucconi, e mostrare al mondo che un rapporto di cooperazione e rispetto tra civiltà è il miglior antidoto all’odio ideologico e ad ogni forma di estremismo.
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