News sul ddl editoria: cosa ne pensate?

Scritto: Mercoledi 24 Ottobre 2007 alle 3:35 pm
(Categoria: Politica)


E’ iniziato oggi l’iter parlamentare del ddl sull’editoria di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, con un’audizione in  commissione cultura del sottosegretario Levi che ne ha illustrato le linee e le finalità. Nel ribadire che, anche a fronte delle critiche che in questi giorni sono state mosse ad alcuni aspetti del provvedimento, il governo non ha alcuna vocazione liberticida rispetto ai prodotti della Rete e il parlamento ha tutta la possibilità di contribuire a migliorare il testo, sul punto chiave - quello relativo all’iscrizione obbligatoria al Roc per siti e blog (articolo 7) - Levi ha proposto l’aggiunta di un comma che così recita: “Sono escluse dall’obbligo dell’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione i soggetti che accedono a internet o operano su internet in forme e con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo, che non costituiscono il frutto di una organizzazione imprenditoriale del lavoro“. A mio avviso si tratta di un energico passo in avanti rispetto ad un testo su cui io stesso avevo espresso alcune perplessità, e quindi intanto ringrazio sicuramente il sottosegretario per aver recepito - evidentemente - critiche e consigli in merito alla vexata quaestio. Rimango convinto che la soluzione migliore e chiarificatrice sarebbe l’abrogazione dell’intero articolo 7, proprio perchè questo può ancora dare spazio a diverse interpretazioni. Però, visto che siamo in un blog, vi chiedo: cosa ne pensate voi di questa modifica?

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13 Commenti per 'News sul ddl editoria: cosa ne pensate?'

  1.  

    Scritto da: donnameis

    Giovedi 25 Ottobre 2007 alle 9:54 am
     

    … è morto il professor Pietro Scoppola. Un grande studioso, una persona che ha contribuito in manera determinante alla costruzione del Partito Democratico. Un omaggio doveroso ad un grande italiano.

  2.  

    Scritto da: donnameis

    Giovedi 25 Ottobre 2007 alle 10:53 am
     

    … Maggioranza battuta su un emendamento che chiedeva lo scioglimento della società che avrebbe dovuto realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina. Sull’emendamento, respinto per 160 voti contrari, 145 favorevoli e 6 astenuti, aveva espresso parere favorevole del relatore, Natale Ripamonti, mentre il governo si era rimesso all’Aula. Hanno votato contro l’opposizione, i 4 senatori dell’Italia dei Valori e il senatore della Costituente socialista, Barbieri. ll governo non è stato battuto perchè si era rimesso alla votazione dell’Aula.
    Si può sapere perchè Di Pietro e i suoi si comportano in questo modo vergognoso ? Di Pietro è contro questa opera costosa e inutile e poi vota contro lo scioglimento della società… mah…

  3.  

    Scritto da: Ermanno

    Giovedi 25 Ottobre 2007 alle 2:23 pm
     

    … Basta che non ci saranno ripercussioni in seguito tipo pagamenti, tasse ecc ecc, è un buon passo avanti. Grazie Rob. Sono d’accordo anche sul post su Vespa…ma l’ordine di cui fai parte serve a qualcosa?

  4.  

    Scritto da: Marko

    Giovedi 25 Ottobre 2007 alle 9:07 pm
     

    Naturalmente sono per l’abrogazione dell’intero articolo.Internet si è sviluppata proprio in quanto luogo di incontro e discussione aperto a chiunque e facile da usare, ed ogni pur piccola limitazione che vi si pone è una limitazione alla libera espressione delle persone. Inoltre non nascondiamoci che c’è un bel sospetto che qualcuno abbia voluto inserire quell’articolo di soppiatto proprio perché il mondo di internet e dei blog stava dando un pò fastidio. Perché mantenere adesso ancora un articolo di ambigua interpretazione?Bisogna abrogare del tutto questo articolo!

  5.  

    Scritto da: Ivan Zambardino

    Venerdi 26 Ottobre 2007 alle 3:14 pm
     

    … Nonostante le rettifiche non c’è da abbassare la guardia: basta ricordarsi di ciò che successe nel 2001 quando a seguito della riforma sull’editoria sembrava che anche i blog dovessero iscriversi presso i tribunali come testate giornalistiche. Le acque si calmarono a seguito del chiarimento di Chiti il quale affermò che la riforma riguardava solo le testate che usufruivano dei finanziamenti pubblici. Poi però arrivò la sentenza di Aosta che punì un blogger per diffamazione equiparando il suo blog ad un prodotto editoriale. Lasciare spazio ad interpretazioni a mio avviso è segno di malafede. Meglio non abbassare la guardia

  6.  

    Scritto da: scrooge

    Venerdi 26 Ottobre 2007 alle 6:20 pm
     

    ma tiolto quello che è stato tolto, il ddl a che serve?

  7.  

    Scritto da: Gus

    Venerdi 26 Ottobre 2007 alle 10:11 pm
     

    Nel frattempo abbiamo fatto la figura degli ottuagenari incapaci di vedere come va il mondo.http://www.democraticionline.it

  8.  

    Scritto da: Luca Lodi

    Domenica 4 Novembre 2007 alle 6:52 pm
     

    Personalmente ero già dell’idea che, in linea generale, il ddl originario escludesse i blogger dal campo di applicazione della disciplina sull’editoria.Comunque sia, questo comma mi pare una buona proposta volta ad evitare ulteriori dubbi interpretativi visto che circoscrive l’applicabilità ai soli soggetti che soggiaciano alle seguenti condizioni:- attività di informazione periodica, di carattere editoriale;- requisito di organizzazione imprenditoriale di lavoro.Questo requisito escluderebbe anche le associazioni e le fondazioni e probabilmente anche qualche altro soggetto - persona giuridica.Ringrazio della segnalazione, spero che il comma venga inserito.L.L.

  9.  
    Domenica 4 Novembre 2007 alle 7:34 pm
     

    […] E’ questo il comma aggiuntivo al DDL Editoria proposto dal Riccardo Franco Levi e che potrebbe risultare sufficiente a calmare gli animi dei giorni scorsi. Roberto Giachetti chiede il parere ai lettori del suo blog. Da una prima analisi mi pare che questo comma - così ho commentato sul blog di Giachetti - sia una buona proposta volta ad evitare ulteriori dubbi interpretativi visto che circoscrive l’applicabilità ai soli soggetti che soggiacano alle seguenti condizioni: […]

  10.  

    Scritto da: Maurizio

    Lunedi 5 Novembre 2007 alle 8:57 pm
     

    A mio parere questo comma
    aggiuntivo non chiarisce alcun dubbio; anzi, mi aspettavo una
    integrazione più esaustiva, data la delicatezza dell’argomento. Per far
    sì che un prodotto editoriale sia frutto di un’organizzazione
    imprenditoriale è sufficiente una partita iva. A tal fine Il diritto
    commerciale non fa alcuna differenza tra una ditta individuale e una
    spa. Semmai, le differenze tra le forme giuridiche incidono su altri
    aspetti (dimensioni, limitazioni di responsabilità, ecc…). La
    titolarità di in prodotto editoriale può essere sia di individuo che di
    una società, questo mi pare logico. Il problema pertanto rimane dato
    che molti blogger gestiscono la propria attività con una partita iva.
    Non solo ma moltissimi, la stragrande maggioranza, pubblica annunci
    adsense, partecipa cioè al programma pubblicitario di Google mediante
    un rapporto fondato sulla CONCESSIONE DI UNO SPAZIO PUBBLICITARIO (è la
    descrizione richiesta da Google per l’emissione della fattura). La
    tipologia della partecipazione al programma adsense, rientra a tutti
    gli effetti tra le attività previste nell’art 2195 del Codice civile;
    chi partecipa al programma svolge a tutti gli effetti attività di
    impresa. E’ sicuramente non attività occasionale in quanto l’ospitalità
    degli annuci adsense è continuativa, dunque professionale e dunque
    soggetta ad iva ex DPR 633/72 I blogger che non fatturano quanto percepito da Google in virtù
    della loro partecipazione ad AdSense sono considerabili alla stregua di
    EVASORI. Altre informazioni sono disponibili qui ...Il fatto che molti pubblisher non fatturino è un altro discorso, ma
    la norma fiscale prevede tale obbligo. E poi, su cosa si fonda la
    pretesa per la quale il proprietario di un sito non dovrebbe fatturare
    un importo percepito tramite la vendita di uno spazio? Quindi anche un
    semplice blogger che pubblica annuci adsense è da considerare a tutti
    gli effetti un imprenditore. Su questo argomento trovate sui vari forum
    tantissime informazioni perchè due annii fa un “ragazzo” che aveva
    iniziato a pubblicare gli annunci, sollecitato dal papà, chiamò
    l’agenzia delle entrate e gli confermarono tutto. Pubblicò un thread su
    un forum (mi sembra alverde) e tanti alti pubblisher inziarono ad
    informarsi e tutti ebbero le stesse conferme. Non solo, ma dopo un paio
    di settimane Google apportò le modifiche al proprio regolamento. Si
    tratta di una questione che ho seguito molto attentamente. Oggi, non
    contento, ho chiamato anche io l’Agenzia delle Entrate e mi HANNO
    CONFERMATO TUTTO. In definitiva le “prestazioni Adsense” resa da un
    publisher italiano, per il tramite del suo sito internet italiano, a
    Google Usa devono essere ancora considerate imponibili ordinariamente
    ad Iva in Italia e dunque soggette a fatturazione ed a tutti gli altri
    ordinari adempimenti Iva. Tutto questo per dire, che se questo DDL,
    così come è -malamente- concepito, diventerà Leggi i blogger dotati di
    Partita Iva dovranno iscriversi al ROC. Gli altri invece dovranno
    astenersi dal pubblicare qualsiasi pubblicità attraverso la quale
    percepiscono dei guadagni. Non siate troppo ottimisti su questa cosa
    perchè quando le leggi sono fatte con norme poco chiare i giudici sono
    costretti ad interpretare le varie situazioni e non sempre le sentenze
    sono nel giusto.

  11.  

    Scritto da: free

    Giovedi 29 Novembre 2007 alle 1:37 pm
     

    greatings

    usefull

  12.  

    Scritto da: Advance Cash

    Sabato 29 Dicembre 2007 alle 4:26 pm
     

    Advance Cash

    We discovered supervisors with Baton Rouge recurrently maintain payday loan advances

  13.  

    Scritto da: free DDL

    Sabato 30 Agosto 2008 alle 11:15 am
     

    hello

    memorized

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